La Quintana

                          Che cos'è la quintana di Ascoli Piceno?

La risposta più ovvia sarebbe : venite ad Ascoli la prima domenica di Agosto, e vedrete di cosa si tratta !
Ma sarebbe una battuta da maresciallo di Francia Monsieur de la Palice, mentre una spiegazione non può che partire dall’ambiente che ne é il suo teatro naturale: la città.

Ascoli Piceno ha origini antichissime, il suo passato plurimillenario (esisteva prima di Roma ) é tutto scritto nei resti , nelle testimonianze rimaste a sfidare i secoli, tuttora visibili e visitabili . Esistono le costruzioni come le grotte dell’Annunziata ,i resti di un tempio pagano , inseriti nella Chiesa di S. Gregorio, la Porta Gemina (I sec. a.c. ) il ponte Augusteo(tuttora transitabile ed efficiente) , il teatro Romano giunti fino ai giorni nostri.

Perché la caratteristica di Ascoli Piceno è quella di essere un autentico museo all’aperto, che comprende gli stili delle varie epoche,dove la presenza é suggestiva ed incredibile e copre tutto l’arco di tempo che va dal Medio Evo al Rinascimento.

Il tessuto urbanistico é passato dall’organizzazione romana a quella medioevale e questo passaggio é presente nelle sue piazze, come quella del Popolo -ritenute una delle più armoniche e spettacolari d’Europa- o dell’Arengo, nelle sue vie strette e contorte chiamate Rue, nelle sue porte , come vedremo, danno anche i nomi ai Sestieri della Quintana , nelle sue monumentalità come i templi (S. Francesco,Cattedrale, Battistero, SS. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore, S. Maria Intervineas) o Palazzi (dei Capitani, dell’Arengo, Malaspina) sempre solo per fare qualche esempio, o nelle sue Torri (non per nulla Ascoli è chiamata la città delle Cento Torri).

Ebbene ,visitando il capoluogo Piceno, ognuno potrà rendersi subito conto di quale storia, quali costumi, quali atmosfere intende rievocare la Quintana.

E’ per questi motivi che la Quintana é stata considerata dal 1982 leader delle Rievocazioni Storiche, mentre Siena lo é per le Rievocazioni in costume.

E’ anche leader nelle manifestazioni della Regione Marche , figura nelle Lotterie Nazionali, è Stata chiamata in tutto il mondo(USA, Canada, Europa) a dare spettacolo con i suoi personaggi, con le sue figure, con i suoi armati, con le sue dame, con i suoi sbandieratori e musici, insomma a dare un’immagine palpabile di quella che fu l’antica Cavalleria del Quattrocento!

E allora veniamo alla Quintana di Ascoli

L’etimo è ancora incerto, c’é chi la vuole far derivare dal francese Quintane o dal provenzale quintana, chi dal latino quintus (negli accampamenti romani era la strada tra il V e il VI manipolo dove i legionari probabilmente facevano i loro esercizi militari ).

Chi, infine, propone Quintana come era chiamato il simulacro , fantoccio di un guerriero ( moro, saraceno, infedele, nomi legati alla letteratura ed alle cronache delle crociate).
Val la pena, a questo punto, segnalare al lettore , che ad Ascoli esiste un Centro Studi sui Giochi Storici che organizza convegni, mostre, pubblicazioni e dibattiti, proprio alla ricerca di tutte le possibili origini della Quintana, con l’apporto dell’archivio di stato, della Biblioteca comunale e di esperti e studiosi medioevalisti.

La giostra della Quintana é una gara di abilità e destrezza nella quale si cimentano per la conquista del Palio, sei cavalieri, ciascuno rappresentante,un Sestiere cittadino, come nell’antica suddivisione urbanistica.
Ricordate questi nomi dei Sestieri, che sono alla base dell’acceso agonismo che infervora gli ascolani: Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà, Porta Tufilla, Sant’Emidio.
Le Giostre furono un prodotto del feudalesimo e della cavalleria, e si riallacciano, per ciò che riguarda il fine di esercitarsi nell’arte militare, ai giochi guerreschi propri di quasi tutti i popoli.

Essi furono molto numerosi durante i secoli XII e XIII, in tutte le città grandi e piccole.Naturalmente anche più dei tornei furono numerose le Giostre dal sec. XIII in avanti, e tanto vivo e diffuso fu l'amore per tali feste, che se ne vollero correre dappertutto. Nella seconda metà del cinquecento le Giostre risentono delle nuove idee sociali e politiche . Talché accanto ai solenni spettacoli offerti dai principi e dai signori, non mancavano le giostre popolari, cui prendono parte non solo i borghesi, ma anche gli artigiani e i loro famigliari.

All’inizio del Quattrocento si era risvegliato quasi dappertutto in Italia lo spirito militare e guerresco, e le Giostre avevano raggiunto in quell’epoca un magnificenza a cui prima non si erano nemmeno avvicinate. E’ appunto sul finire del sec. XIV, verso il 1378, in coincidenza con la redazione degli Statuti del popolo, conservati ancora oggi nell’Archivio storico della città, che abbiamo notizia della Giostra della Quintana di Ascoli che, secondo alcuni , era per l’appunto una giostra e non un torneo. Questo tipo di distinzione, che é del Muratori (Dissertazione XXIX nelle antichità italiane), non è puramente nominale:le Giostre anche quando consistevano in finti combattimenti, erano più cruente.Abbiamo ,comunque, la sicurezza che questo tipo di tradizione non si è mai interrotta negli anni e ha subito una continua evoluzione fino a raggiungere i connotati odierni.

IL CORTEO STORICO

E siamo alla parte più attraente , più spettacolare della Quintana.Siamo al Corteo Storico che vede materializzarsi un lungo serpente, ordinato e colorato dai velluti, dai damaschi, dalle trine di Dame e Damigelle, dai severi costumi delle Magistrature, dai rami e dagli argenti, dai bronzi di corazze,elmi ed armi ,dai paludamenti variopinti delle Corporazioni, dagli scoppi di colori e disegni dei cento e cento drappi che gli sbandieratori lanciano al cielo, per un totale di almeno 1400 /1500 partecipanti.
Un corteo che, nel lento passo segnato dal rullare dei tamburi e dagli squilli argentini delle lunghe trombe (chiarine) , sembra uscire da un affresco del Quattrocento e realizzarsi, oniricamente, nel suo ambiente storico naturale : le tortuose rue, le magnifiche piazze, le ombre degli antichi manieri,torri e palazzi. Ecco dunque una “visione “ (tra virgolette) da non perdere!
Lo stesso sindaco della città, in carica, anche Lui in un severo ed elegante costume d’epoca, apre il corteo quale Magnifico Messere; è seguito dalle Magistrature che sono rappresentate dagli assessori comunali in carica e altri maggiorenti come i consiglieri provinciali, regionali, della Camera di Commercio, da presidenti di Enti e dai vari rappresentanti delle corporazioni e ordini (medici, avvocati, ingegneri, artigiani).
Una singolarità, questa, che non aveva eguale nelle altre rievocazioni.A questo punto è difficile dettagliare tutte le “figure “ che sfilano : ricordiamo le Guardie nere comunali che fanno da scorta al Magnifico Messere e al Gonfaloniere civico con i suoi valletti.
Quindi il folto stuolo dei Musici e degli Armigeri che scortano il Palio. Si tratta di un drappo di seta che ogni anno viene dipinto da un artista di chiara fama, con un soggetto sempre legato alla Quintana.Esso rappresenta l’ambito premio che andrà al Sestiere vincente e che, una volta conquistato, sarà poi gelosamente conservato nelle sedi di Sestiere e riportato in corteo (con gli altri trofei vinti) negli anni seguenti.
Non dimentichiamo che al corteo partecipano anche le rappresentanze dei Castelli a suo tempo devoti e legati ad Ascoli Piceno (Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Castorano, Folignano, Patrignone, Porchia, Ripa Berarda, Montemonaco, Roccafluvione).
Tutte le località nel circondario Piceno, anch’esse ricche di testimonianza storico artistiche e che nell’ambito dei loro gruppi, usano proporre le loro caratteristiche monumentali o di costume (Dame e Castellani di manieri , Corporazioni dei mestieri soprattutto artigianali, cacciatori, pastori con cani e con mazze di radica ed altro ancora ).

E riprendiamo la riassuntiva illustrazione del corteo, che vede nei Sestieri l’essenza sempre viva della città.
Ogni Sestiere apre il proprio gruppo con un Console seguito dalle nobiltà del rione, dai nobili e dalle varie Corporazioni di professioni e mestieri che rispondono a tali qualifiche anche nella vita quotidiana. Ogni Sestiere figura con prestanti cavalieri, con armigeri alfieri e vessilliferi nonché con un suo gruppo di tamburini. Quindi, circondata da paggetti la Dama ,la signora del Sestiere, scelta tra le più belle del rione, seguita dalle Damigelle anch’esse accuratamente scelte tra le più significative bellezze muliebri.Ogni anno questa cernita non è delle più facili poiché tutte le giovani del Sestiere sanno quale ambito onore rappresenti il partecipare al corteo storico: un riconoscimento, cioè, che ha molto più accanito valore di una moderna elezione di miss.
Sfila ,quindi il personaggio più acclamato, temuto, ammirato del Sestiere: il Cavalier Giostrante, colui cioè che si batterà contro il Saraceno o Moro per la conquista del Palio .

Cavalier giostrante e cavallo, rappresentano un binomio che tiene preoccupati per tutto l’anno i “sestieranti” e priva del sonno, negli ultimi giorni che precedono la Giostra, tutti coloro che hanno a cuore il colore del proprio Sestiere. Tra l’altro il più stretto riserbo viene mantenuto sul cavallo che é tenuto nascosto. Su questa venerazione della cavalcatura l’aneddotica è infinita , pari cioè all’inventiva dei sestieranti come nel caso di cavalli, sosia dei veri destrieri, portati perfino alle prove generali per disorientare gli antagonisti.Queste cavalcature devono avere caratteristiche speciali per la Giostra , debbono essere curate e sostenute con attenzioni incredibili anche se a volte vengono fatti passare per “brocchi”in strumentali e provocatorii “si dice” . Un culto che tocca momenti e atteggiamenti perfino parossistici, come quel Sestiere che fece dormire il cavallo, di fronte alla figura del Moro ,con tanto di scudo per i punti , disegnata sopra la greppia onde farlo abituare a questa immagine, che avrebbe dovuto affrontare con coraggio e determinazione durante la gara.
Come detto, questa competizione ha per scenario naturale le strette vie medioevali della città, la Rinascimentale Piazza del Popolo ed il campo dei Giochi ove, in più assalti al Moro , i cavalieri si contendono la vittoria in una cornice di migliaia di spettatori che seguono rumorosi quanto trepidanti le evoluzioni dei propri giostranti.In particolare la spettacolarità del corteo storico offre una suggestiva sinfonia di colori rappresentati dai rigorosi costumi quattrocenteschi , dalle brillanti armature , dagli svettanti vessilli e dalla leggiadria delle rappresentanze femminili.
I costumi sono, ovviamente, un rifacimento in stile dei panneggi medioevali. Essi sono stati desunti da affreschi e da altri disegni d’epoca. Non poche volte si ha l’impressione di vedere quasi animati , personaggi di Piero della Francesca , del Pinturicchio, di Paolo Uccello, del Crivelli e altri pittori del nostro Medioevo.
Anche per le armi, (le picche, le alabarde, le corazze, gli elmi, le grandi spade) si fa ricorso a vecchi disegni d’artigianato medioevale, ma non poche sono le armi “autentiche” che nobili ascolani ancora posseggono e conservano gelosamente e che solo nel giorno della Quintana permettono che vengano impugnate da cavalieri, armigeri e capitani. Lo stesso discorso vale per antichi strumenti di liuteria. Nel corteo storico,infatti, oltre alle figure militari e di magistrati, sfilano anche menestrelli , cavalier serventi di dame e damigelle ed alcuni di questi suonano e pizzicano strumenti d’epoca.

Un capitolo a parte meritano gli sbandieratori che sfilano in seno alle rappresentanze dei loro Sestieri, ricalcandone i colori e i simboli nei loro drappi, che scagliano in cielo con lanci che hanno del prodigioso( non per nulla alcuni di essi hanno vinto l’Olimpiade della Bandiera). Va però precisato che per tutto l’anno gli sbandieratori, con i loro maestri e registi studiano movimenti per coreografie sempre più attraenti e spettacolari, poiché nella prima domenica di Luglio partecipano ad una gara che si svolge sulla Piazza del Popolo per la conquista di un sospirato premio. Una gara che unisce ai movimenti di spettacolo, eleganza, abilità, agonismo più caloroso di protagonisti e supporters di Sestiere.
Nel giorno della Quintana, invece, gli oltre cento sbandieratori si esibiscono al Campo dei Giochi in una straordinaria coreografia d’insieme,con il lancio finale dei drappi che si perdono in cielo tra l’entusiasmo spontaneo ed irrefrenabile degli spettatori.

La giostra

Dobbiamo ora brevemente illustrare in cosa consiste la tenzone della Quintana al Campo dei Giochi di “Ponte Majore”.
Come abbiamo già detto , la città è divisa in sei Sestieri. Ogni Sestiere, per la giostra, é rappresentato da un Cavaliere.
Al centro del Campo dei Giochi viene sistemata una sagoma di “fantoccio” che ha fissato su un braccio lo scudo dove vengono apposti i cartoni con i cinque settori del punteggio, mentre dall’altro pende una sferza (flagello) con catena e palla d’acciaio.
Il cavaliere che , dopo colpito lo scudo con la lancia, non fosse lesto ad abbassare il capo, verrebbe colpito e disarcionato dal flagello, poiché all’atto della percussione contro lo scudo , “il saraceno” gira vorticosamente su se stesso.
Il Cavalier giostrante, però, non deve cercare solo di colpire il centro del bersaglio, ma con la cavalcatura deve effettuare , nel miglior tempo possibile, un percorso ad otto dal quale non deve uscir fuori, pena l’annullamento dell’assalto.
I Cavalieri compiono tre assalti ciascuno ed al termine , si sommano i punti ottenuti sullo scudo con il tempo impiegato per compiere il percorso.
Riassunto così, sembra una semplice gara di equitazione e di buona mira contro il Moro.Invece le cose non stanno proprio in tal modo: ed é per tutto questo che l’ansia e l'emozione incombono su tutti gli spettatori ( e non occorre che siano dei sestieranti...) Difatti il cavalier giostrante deve

reggere, ad un tempo le redini per guidare il cavallo lungo il percorso , deve imbracciare la lunga e
pesante asta da torneo, deve puntare diritto al centro dello scudo del Moro, deve resistere al contraccolpo (che é notevole e a volte disastroso), deve spronare la cavalcatura per competere anche sul tempo ed infine - il che non é poco - deve fare attenzione affinché il suo cavallo
non esca, anche con un solo zoccolo, dal percorso ad otto segnato sul campo, specie sulle curve mentre un tifo da caos segue , quasi forsennato, la prova dei singoli cavalieri . Addirittura, in prossimità delle curve , i sestieranti nemici sbandierano enormi drappi all’altezza della testa del cavallo per cercare di farlo impaurire o comunque di farlo uscire dal percorso segnato.


Offerta dei Ceri

Qual’é l’ordine di partenza dei Cavalieri per le loro tornate? In quale ordine ? E qui come nei romanzi si deve fare un passo indietro......
Durante l’Offerta dei Ceri e la benedizione dei cavalli, manifestazione che si svolge sul sagrato della Cattedrale, la sera precedente la Giostra, avviene l’estrazione a sorte per l’ordine di partenza dei Cavalieri Giostranti. Estrazione garantita alla presenza del Magnifico Messere, del Maestro provveditore di Campo, del Capitano degli armigeri, del Mossiere.I rotolini con i nomi dei Sestieri vengono posti dentro un elmo e un giovane valletto provvederà all’estrazione.
Anche questi sono momenti abbastanza intensi, ma anche di calore religioso perché la cerimonia si svolge , come detto, sul sagrato della Cattedrale dedicata al patrono della città: S. Emidio da Treviri, in tutto il mondo venerato come un Santo che protegge dal flagello del terremoto. E’ presente il Vescovo con il suo Capitolo che impetrerà la benedizione dei Cavalieri giostranti e la protezione delle loro cavalcature. Davanti il presule sono schierate le rappresentanze dei Castelli e dei Sestieri con in testa ovviamente, i loro Cavalier giostranti con i loro cavalli.
Il Mossiere darà le grida, cioè i comandi in volgare . Come detto, questa cerimonia si chiama “Offerta dei Ceri” da momento che i valletti della Quintana , secondo l’antica tradizione, offrono dei mazzi di ceri che dovranno bruciare sulla tomba del Santo Patrono per tutto l’anno. La cerimonia si conclude con la lettura del” Bando”. Esso é in un certo senso la sfida che viene lanciata dal banditore a tutti i Sestieri per la conquista del Palio . E’ ancora gridata nella lingua volgare sempre seguendo gli antichi canoni cavallereschi e dell’arte militare del Medioevo.


Corteo finale

Al termine della giostra si ricompone il corteo storico ed alla sua testa il Gruppo Comunale , poi il Sestiere vincente.Nell’ordine di classifica sfilano quindi gli altri Sestieri, in maniera che i cittadini che non hanno potuto assistere alla gara al Campo giochi possano da lontano, attraverso il colore dei drappi che salgono altissimi nel cielo lanciati dagli sbandieratori, conoscere immediatamente il vincitore della Quintana.
Il Corteo si scioglie all’ingresso del quartiere cittadino che ha vinto e sino al quale il Magnifico Messere e Magistrature, Mossiere e Provveditore di Campo, assieme a tutti gli altri componenti del Corteo, scortano in segno di omaggio, il Sestiere vincente.
Nell’ambito del Sestiere inizieranno quindi i festeggiamenti che si protrarranno, fra canti, danze e libagioni fino alle prime ore dell’alba. Neanche negli altri Sestieri si dorme però; dalle immediate discussioni e commenti , prende corpo il più acceso sentimento di rivincita che coverà nell’animo dei “sestieranti” per tutto un anno fino al giorno della Quintana successiva, in cui riesploderà violento, con tutto il suo bagaglio di emozioni represse, di speranze e di delusioni.
La Giostra delle Quintana di Ascoli Piceno, una autentica pagina di Medioevo che riaccende ogni anno la passione nell’animo degli Ascolani, proponendosi alla ammirata attenzione di migliaia e migliaia di turisti, rappresenta uno dei molteplici aspetti della storia, del costume e del folklore italiano, e come tale ha spesso rappresentato questi valori, anche all’estero in particolari occasioni, come all’ultima Esposizione Mondiale di Montréal, dove una sintesi della manifestazione è stata presentata al pubblico cosmopolita in occasione della giornata Nazionale Italiana. Ha ancora rappresentato l’Italia a Les Fetes Internationalles de Geneve , e in decine e decine di altre occasioni in quasi tutta Europa come nella Repubblica di San Marino in occasione delle giornate Medioevali. Non è una coincidenza trascurabile il fatto che si tengano annuali Convegni per la consegna del “Premio Internazionale Città di Ascoli “,su opere e temi Medioevalisti e che il Centro Studi sui Giochi Storici , proponga ogni anno un convegno associato ad una mostra sulle più svariate tematiche Medioevali con varie pubblicazioni di atti e ufficiali.
Abbiamo tentato, nei termini più stringati possibili, di darvi un infarinatura sulla Quintana. Vi abbiamo premesso che la rievocazione (che rimane indelebile per spettacolarità e suggestione nei ricordi di chi ha la volontà e la possibilità di assistervi) trova il suo teatro ideale proprio nel tessuto

urbano della città che è testimonianza notevolissima del periodo Medioevale , talché può essere considerata monumentale per quanto riguarda i secoli dall’XI al XIV, fino al Rinascimento ed oltre.
Ma ci sono altre cose da vedere in città, come il Museo Archeologico Statale con reperti preistorici,
la Pinacoteca Civica ritenuta la seconda nelle Marche (dopo Urbino) , il ricchissimo Museo d’arte diocesana , la Biblioteca Civica con incunaboli e rarissime edizioni, preziose stampe e cartografie, la Galleria d’Arte Moderna , il Polo Culturale di Sant’Agostino e tanto altro ancora.
Una città con risvolti ambientali incredibili: con dieci minuti si è sulla costa Adriatica al sole dei centri balneari, con altrettanti, invece, salendo il Colle S. Marco, si è sulle nevi d’alta quota !
E, dulcis o salitus in fundo, una gastronomia cui si deve fare onore, se non altro pensando alle famose olive tenere ascolane ripiene e fritte !

Per ogni informazione vi potete rivolgere all’Ente Quintana che è sempre a vostra disposizione in via Castellana n° 2 , tel. 0736/261165 Presidenza; 0736/298223 Segreteria; 0736/261998 FAX; e-mail: Quintanaascoli@ rinascita. it.


                                    La Storia

La Quintana ascolana é ricordata negli Statuti civici del 1377 stampati in volgare nel 1496. Tuttavia da fonti archivistiche del duecento, si ha conferma che già in quell'epoca la festa di S. Emidio veniva celebra- ta con grande solennità, non solo attraverso vari riti religiosi, ma anche con numerosi giochi e che, tra gli impegni delle città soggette ad Ascoli c'era quello di portare un palio (cioè una stoffa pregiata) il 5 agosto.
Dovevano presentare i pali le "terre soctoposte a la difesa overo protectione" del Comune di Ascoli "per forma de privilegj overo de pacti overo per qualunqua consuetudine" e, cioè, Amatrice, Arquata S. Maria in Gallo, Montemonaco, Force, Patrignone, Porchia, Cossignano, Castignano, Rotella, Quintodecimo e, dal 1485, Monsampietrangeli.
Il palio era un drappo di velluto cremisi (colore dei martiri) lungo 9 braccia; veniva acquistata dal Consiglio di solito a Foligno o, meno spesso, a Napoli; per l'acquisto e la confezione venivano pagati nel cinquecento ben 40 scudi, mentre 5 fiorini erano destinati alla sistemazione del fondo su cui correvano i cavalli. Tornata a vivere nel 1955 dopo una lunga parentesi durante la quale si era corso solo il palio, la Quintana ascolana ha luogo la prima domenica di agosto, in concomitanza con le feste patronali di S. Emidio.E' tuttavia interessante ricordare che una sorta di quintana rustica é documentata nelle campagne ascolane nel secolo scorso.
Al contrario della Quintana medievale e rinascimentale, che aveva luogo in Piazza Arringo e vedeva giostrare cavalieri ascolani o di altre città, appartenenti a varie fazioni, la Quintana attuale vede in lizza sei cavalieri giostranti, in rappresentanza di sei sestieri cittadini (S. Emidio, arme rosso-verde; Piazzarola, arme bianco-rosso; Porta Romana, arme rosso-blu; Borgo Solestà, arme giallo-blu; Porta Tufilla, arme rosso-nera; Porta Maggiore, arme nero-verde). Nel pomeriggio del giorno di S. Anna (26 luglio), con l'apertura delle feste patronali, al suono delle campane del duomo e allo sparo dei tonanti ha luogo l'affissione dei manifesti della competizione e l'esposizione, dalle finestre dell'Arengo, dei gonfaloni del Comune, dei Castelli soggetti, dei sestieri e il palio da assegnare al vincitore. Nel pomeriggio della prima domenica di agosto oltre 1000 personaggi in costume, che rappresentano nei vari ceti e ruoli sociali i sestieri cittadini (mediante i loro reali componenti), sono chiamati a raccolta dal suono delle campane della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio nella medievale piazza "de socto" (p. Ventilo Basso).
Ogni sestiere sfila nell'ordine fissato dalla classifica dell'edizione precedente, con il console, i notabili, i capitani, i musici, il cavaliere giostrante, la dama, i paggi e le damigelle, gli armigeri e gli sbandieratori. Prima dei sestieri cittadini si attestano i rappresentanti dei castelli un tempo soggetti alla città. Percorse via Cairoli e via del Trivio, il corteo raggiunge Piazza del Popolo (piazza "de sopra"), salotto cittadino e centro di convergenza della vita ascolana. Giunto al Campo dei Giochi (stadio comunale "Squarcia"), il corteo si ricompone per disporsi sul terreno ad eseguire le "grida" del mossiere. Quindi dopo che le Magistrature con il Magnifico Messere e le dame hanno raggiunto la tibunetta loro riservata, con una pittoresca "sciamata" i personaggi in costume sgomberano rapidamente il terreno per lasciar spazio al coreografico e sempre nuovo spettacolo corale offerto dagli sbandieratori ascolani, annoverati tra i migliori in assoluto. E' la volta quindi della gara vera e propria, che accende il tifo e la passione dei sestieranti e del pubblico presente. Il cavaliere dopo essersi legato ad un braccio il fazzoletto consegnato loro sulla punta dell'asta da combattimento dalle rispettive dame, si linciano al galoppo, secondo l'ordine fissato dal sorteggio effettuato durante l' Offerta dei Ceri, all'assalto del saraceno. In tre successive tornate, ciascuno deve colpire con nove assalti il bersaglio; la gara è resa ancora più avvincente dal percorso ("ad otto"), che costringe i cavalli ad affrontare in velocità le curve ora in un verso,ora nell'altro. In tal modo l'impegno richiesto ai cavalieri nell'andare veloci senza incorrere nelle penalità previste per uscire di percorso non é meno gravoso di quello necessario per cercare di centrare il tabellone del bersaglio retto dal moro.
Di solito é ormai sera quando il Magnifico Messere, ricevuti i responsi di tempi, penalità e punteggi dai giudici di gara, proclama il nome del sestiere vincitore.
Il corteo quindi si ricompone, più vociante e meno compassato dell'andata nel nuovo ordine di classifica; é tempo per un sestiere di dar sfogo alla gioia per la vittoria, per gli altri di meditare un pronto riscatto, già nell'edizione successiva